Arriva l’adeguato. Endorsement a pioggia per Montezemolo premier

Più che l’Economist, poté il Corriere. Ecco la trama di Paolo Mieli per sbarrare la strada al Cavaliere.
8 AGO 08
Ultimo aggiornamento: 15:20 | 9 AGO 20
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Dal Foglio del 2 febbraio 2008
Più che l’Economist, poté il Corriere. Ecco la trama di Paolo Mieli per sbarrare la strada al Cavaliere. Il direttore del Corriere della Sera lancia Luca Cordero di Montezemolo alla guida del prossimo governo e per meglio concludere un patto con l’Italia migliore chiama a raccolta la sinistra antagonista.
Più che l’Economist, poté il Corriere. Un Montezemolo al giorno toglie Berlusconi di torno. Il direttore del Corriere ha cominciato da par suo conquistando Paolo Flores d’Arcais il quale ha abbandonato per un minuto la fatica di giustizialista a tempo pieno e ha subito rilanciato il sogno di un’Italia ricostruita da Luca Cordero di Montezemolo. Con una nutrita pagina di adesioni via Solferino prepara la strada verso Palazzo Chigi al presidente di Confindustria.
“Entra l’adeguato contro l’indagato”. Con questo slogan Mieli è riuscito ad avere dalla propria parte anche Marco Travaglio, ma con un set di borse firmate da Lavi Elkann e la promessa di un ampio servizio fotografico su Style, il luciferino direttore s’è aggiudicato il sostegno di Armando Cossutta.
"Contro l’indagato, c’è solo l’adeguato”. Più che un nuovo endorsement, una raccolta di adesioni dunque. Nove Colonne è in grado di offrire ai lettori fior da fiore dei messaggi di felicitazioni giunti presso fin sul tavolo della sala Albertini, primo tra tutti quello di Francesco Caruso che, per l’occasione, ha perfino vergato un’ode: “Al padrone dei padroni, il padrone delle ferriere, il padrone della Ferrari, accompagna tutti i rivoluzionari”.
Dagli all’indagato, arriva l’adeguato. E’ un endorsement per interposta persona. Non sapremo come altrimenti definire l’editoriale che Magazine di Piazza e di governo pubblica nel nuovo numero a firma del direttore, il buon Giuseppe. All’interno del fascicolo viene pubblicata un’intervista a Rina Gagliardi assai colpita dalla profondità delle proposte di Montezemolo.
L’indagato non è all’altezza dell’adeguato. Un colpo grosso se lo riserva però Style che, sotto la regia della regale Diamante D’Alessio, sfodera una dozzina di patinate pagine con due stili a confronto: quello di Montezemolo, va da sé, e quello inarrivabile di Fausto Bertinotti. Il servizio è corredato da una dettagliata scheda su cravatte, scarpe, scelte di vini e cachemire. A margine, un grazioso duetto tra le signore mogli impegnate a sorseggiare un ottimo tè, va da sé del Chiapas.
“Oui, je suis l’adeguet”. Con questa dichiarazione di Luca Cordero di Montezemolo alla comunità dei rivoluzionari residenti a Parigi, Mieli è riuscito ad allungare l’elenco delle adesioni mettendo subito dopo quella di Oreste Scalzone, anche la firma di Cesare Battisti. Grande confusione c’è stata in via Solferino al sopraggiungere del fax autografato dal prode rivoluzionario. Giovanni Sartori, infatti, chiamando a raccolta anche un gruppo di cattolici adulti ha subito pensato di fare un comunicato di dissociazione da qualsiasi deriva patriottarda e irredentista ma l’equivoco è subito stato chiarito e con la decisione di mettere “El pueblo unido” nei telefoni della redazione, sia come hit d’attesa, sia come trillo di chiamata.
Molto adeguato è l’amministratore delegato. Nove Colonne conosce la luciferina capacità di penetrazione di Mieli e, infatti, non possono mancare le adesioni di Dario Fo, Franca Rame, Roberto Benigni, Claudio Bolle e Carla Fracci. Adesioni sono giunte anche dall’Usigrai e dal superpoliziotto Joe Pistone (al Corriere, in verità, si sono sbagliati, pensavano fosse un porno attore). Contro l’indagato, c’è un superdotato.